ANDY WARHOL’s Timeboxes

Progettata da ART LAB e co-organizzata con il Comune di Trieste, la mostra è realizzata con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste e della Camera di Commercio di Trieste.
Cuore della mostra, suo centro espressivo e concettuale sarà la presenza di capsule del tempo originali provenienti dal Museo Andy Warhol di Pittsburgh (USA) il cui contenuto messo a confronto con opere che ne sono derivate saranno guida e comunicazione primaria per il visitatore.
La mostra si articolerà in un enorme spazio all’interno del quale è possibile un allestimento composto da installazione di grandi contenitori il cui significato rimanda all’idea di costruzioni di tipo ancestrale o indefinibili cellule architettoniche che assemblate in forma di libera e casuale architettura troveranno senso logico nel luogo cavo al loro interno.
Si tratterà di forme monocolore molto ampie con aperture che permettono l’ingresso ai visitatori. All’interno di ciascuna costruzione ci si troverà avvolti da una stanza le cui pareti saranno decorate dalla riproduzione di carte da parati originali di Warhol. Queste costruzioni sono previste in numero di 5 e occuperanno lo spazio espositivo in successione logica.
Il catalogo della mostra, ANDY WARHOL’s Timeboxes è pubblicato da Federico Motta Editore e sarà realizzato in due versioni, di cui una a tiratura limitata e numerata in 500 copie. Il volume è una derivazione dalla grafica e impaginazione dell’ Index Book di Warhol compresi di suoi pop-up e le invenzioni mobili che caratterizzano alcune pagine. Curatore della mostra e del catalogo sarà Gianni Salvaterra. Il saggio introduttivo sarà a cura di Robert Rosenblum, professore di Fine Art presso la New York University. Lo studio grafico di Kenny Scharf. All’interno del catalogo testi di Tom Sokolowski direttore del Museo Andy Warhol di Pittsburgh, di John Smith e Matt Wrbican, archivisti dello stesso Museo e di Geralyn Huxley, Curatrice della Filmografia sempre del Museo Andy Warhol di Pittsburgh.

Concept della mostra
Il visitatore si troverà in ogni istante inglobato e coinvolto dalla presenza di elementi costitutivi il titolo stesso della mostra. Le costruzioni informi, gli interni, i contenuti degli interni; opere originali, film, screen-test, grafica, sono tutte capsule del tempo warholiano. Camminare al loro interno, percorrerle significa entrare nelle molecole più intime della infinita capsula che è il contenitore del pensiero di Warhol. Un suo film è una capsula, un suo screen-test è una capsula, una sua copertina di un disco è una capsula in quanto l’artista in ogni sua espressione ha disvelato un contenuto, uno per volta, ognuno con il proprio specifico, di quel imprendibile, agglomerato di invenzioni che faceva capo al suo “io”. Tutto ciò che fa parte del progetto espositivo fin qui specificato si riferisce alla complessa verità dell’uomo e dell’artista Warhol.
Le grandi costruzioni informi rimandano al caos di un universo metropolitano cresciuto nel disordine nell’appartenenza al fallimento di una concezione illimitata nello sperpero di energie primarie. All’interno dove Warhol realizza attraverso la propria opera un riordino del cosmo lanciato all’infinito (infiniti oggetti), si esplica la presenza vigile della memoria storica e civile dell’essere umano. Ricordare, inscatolare significa per Warhol vivere nel presente senza nulla rifiutare di ciò che esiste, collezionare anzi, l’intuibile dai sensi. Ma significa anche aver affinato una percezione che partendo dalla veloce messa a fuoco di un elemento minimo si espande, si fa opera sufficiente in sè, si fa futuro e poesia che evoca anche il passato.
Dice Jean Claire “la modernità è cosa antica”. Le capsule del tempo con la loro presenza fisica in mostra rimandano all’idea di luogo cerebrale interno al cuore e alla mente di Warhol. Capsule come laboratorio mentale le cui funzioni sono infinite e incontrollabili, di ognuna cambia il contenuto, ma non cambia la tensione creativa che da esse parte. Capsule molecole, capsule neuroni sempre collegate con la vita che le circonda. Contenitori di utile e inutile come categorie ingiudicabili delle vicende della storia umana.
Clicca qui per la scheda tecnica della mostra.

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