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I caffè di Trieste
Trieste è nota anche per i suoi caffè storici, dove illustri letterati quali Svevo, Saba, Joyce, amavano incontrarsi per discutere e lavorare. Ne presentiamo alcuni:
Caffè Tommaseo
Piazza Tommaseo, 4/c Era il lontano 1830 quando Tommaso Marcato, un padovano, aprì il Caffè più antico di Trieste. Nei suoi locali, decorati dal pittore Gatteri ed adornati con specchiere fatte venire dal Belgio, si riunivano gli uomini che avrebbero lottato per la libertà italiana. Rimane oggi un locale storico, con tavolini in marmo ed arredi dell'epoca, punto d'incontro per intellettuali e scrittori, come Fulvio Tomizza.
Caffè San Marco
Via Battisti, 18 L'Antico Caffè San Marco fu punto d'incontro d'intellettuali e scrittori, ma anche luogo dove si realizzavano passaporti falsi per i patrioti antiaustriaci. Nel 1915 i soldati dell'Impero distrussero il locale, frequentato anche da Svevo e Saba. Una volta ricostruito, è diventato meta di ragazzi che si incontrano o si recano lì anche a studiare, e non di rado, si incrocia lo scrittore Claudio Magris.
Caffè Stella Polare
Via Dante, 14 Nato nel 1867, come tipico locale austro-ungarico con le classiche decorazioni di stucchi e specchi che, seppur rovinate, si possono ammirare ancora oggi, divenne, durante l'occupazione angloamericana una famosa sala da ballo, dove le giovani triestine avevano occasione di conoscere – e poi sposare – i soldati americani di stanza a Trieste. Come gli altri anche questo locale accoglieva letterati, scrittori e poeti e si dice vi sia passato James Joyce.
Caffè degli Specchi
Piazza Unità d'Italia, 7 Il Caffè degli Specchi nasce nel 1839, affacciato sulla piazza principale della città, piazza Unità d'Italia. Al suo interno è custodito un tratto di mura del castello Amarina, fatto erigere nel 1370. Il fondatore fu tal Nicolò Privolo, un greco; dalla metà dell'Ottocento poi cambiò molti proprietari e diventò un punto fondamentale per gli irredentisti e la lotta per la conquista per la libertà. Successivamente era diventato la tappa finale della passeggiata in centro, caffè prediletto da Italo Svevo, allora, e dei triestini ancor oggi.
Caffè Tergesteo
Piazza della Borsa, 15 Il Caffè Tergesteo nasce nel 1863, proprio di fronte al Teatro Verdi. Nei primi anni del secolo XX si trasferisce all'interno della Galleria, diventando punto d'incontro per affari e piacere. Ne "La coscienza di Zeno", Svevo lo cita più volte: "Un giorno al tavolo del Tergesto, l'arrestai quando, discutendo di un affare, stava dando della bestia ad un suo interlocutore...".
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